Moscardini e calamaretti, vongole e gamberi, stretti nell’abbraccio dello spaghetto, serviti secondo il rituale che prevede un grande piatto da portata a cui attingere, con grande attenzione, per far sì che in ogni piatto di servizio tutti gli ingredienti siano in equilibrio fra loro. Molti di coloro che bazzicano Santa Margherita Ligure hanno già capito di quale piatto stiamo parlando: degli spaghetti al cartoccio, uno dei più caratteristici della ristorazione sammargheritese e, in particolare, dei locali vocati alla cucina mediterranea che da Piazza Vittorio Veneto si accavallano lungo la strada che conduce a Portofino, passando per la mitica “Piazza Martiri della Libertà” ( per i più giovani semplicemente “la Piazzetta” ) e la banchina Sant’Erasmo. Qui, ogni ristorante (uno su tutti? Da Gennaro!) custodisce una propria variante della ricetta.




Se il vostro desiderio è però quello di sperimentare voi stessi la preparazione del piatto, vi suggeriamo di procedere così: aprite le vongole a fuoco vivo in una padella, con un filo d’olio, aglio e un pizzico di peperoncino. Dopo averle ritirate, nella stessa padella versate pomodori, moscardini e calamaretti tagliati ad anelli. Salate e pepate, quindi cuocete per alcuni minuti e aggiungete le vongole e i gamberi sgusciati. Dopo aver lessato gli spaghetti, saltateli in padella col sugo e cospargeteli di prezzemolo e basilico. Quindi disponeteli su un foglio di alluminio e infornate a 180° per cinque minuti.




La cottura al cartoccio rappresenta lo sposalizio ideale tra il gusto corposo della cottura al forno e la sobrietà del vapore: il modo migliore per preservare al massimo grado sapori, profumi e nutrienti contenuti nelle pietanze. Buon appetito!

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