E’ una storia orgogliosamente genovese, quella delle facciate dipinte. Una storia che inizia nella seconda metà del secolo XV, quando la ricca aristocrazia mercantile dà inizio alla trasformazione del centro storico medioevale. La politica delle alleanze matrimoniali fra le grandi famiglie incide allora sugli edifici dando vita ad accorpamenti, redistribuzioni degli spazi e chiusure di zone porticate.




Se nasce, in questo contesto, la necessità di interventi pittorici che restituiscano decoro a poco aggraziati prospetti a parallelepipedo, sarà un secondo fattore a influenzare, ancora più marcatamente, la diffusione delle facciate dipinte: l’avvento alla guida della Repubblica di Genova di Andrea Doria, che attraverso una lungimirante politica di alleanza con la Spagna garantirà alla Superba indipendenza politica, ricchi commerci e attività creditizie.




Onorato come un Padre della Patria, Andrea si farà costruire una splendida reggia nei pressi dell’odierna stazione di Genova Principe, Palazzo Doria Pamphili, commissionandone l’apparato decorativo prima a Perin del Vaga, poi al Pordenone e al Beccafumi. Si tratta di affreschi esterni ed interni, a tema mitologico e allegorico, in puro linguaggio manierista, che susciteranno l’emulazione dell’aristocrazia genovese, innescando una vera e propria competizione per il Palazzo, la Chiesa o la villa più belli.

Ha origine qui una storia e una tradizione che si diffonderanno anche in provincia, in particolare nei luoghi dove le grandi famiglie genovesi, come i Durazzo e i Centurione, usano soggiornare nei mesi estivi. Il riferimento è a Santa Margherita Ligure, dove le facciate dipinte sono da anni oggetto di un attento recupero, favorito anche dalla nascita – in Liguria – di vere e proprie scuole dedicate a questa prestigiosa forma di artigianato artistico. Trasformando la bidimensionalità in un gioco virtuosistico di ornamenti e figure a tre dimensioni, queste decorazioni rappresentano ancora oggi una delle principali attrazioni per il turista più sensibile al gusto e alla bellezza.

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